giovedì 22 settembre 2016

1966 Finale: Real Madrid-Partizan Belgrado 2-1

Il gol di Amancio che vale l'1-1 [www.realmadrid.com]
Il Real Madrid si laurea per la sesta volta campione d'Europa. Nella finale del 1966 supera 2-1 il Partizan Belgrado, al termine di un match non molto spumeggiante, ma intenso, che premia la squadra più meritevole: dopo un primo tempo noioso, gli spagnoli cambiano marcia nella ripresa costruendo diverse occasioni. Non è più il Real degli anni d'oro, quello di Di Stefano e Puskas (presente ancora comunque nella rosa di quella stagione, pur oramai 40enne), Rial e Santamaria: l'unico ancora presente di quella generazione straordinaria è l'ala sinistra Gento. Le due squadre sono giunte in finale forse un po' a sorpresa, dopo aver eliminato in semifinale le due favorite (il Manchester United di Charlton, Best e Law, battuto dal Partizan; e la Grande Inter, sconfitta dagli spagnoli).

venerdì 2 settembre 2016

1966 Quarti ritorno: Benfica-Manchester United 1-5

George Best, devastante [www.georgebest.com]
Un Manchester United superbo demolisce il Benfica a Lisbona (5-1) nei quarti di finale di ritorno di Coppa Campioni. Gli inglesi hanno vinto 3-2 in casa, dunque il match in Portogallo appare molto incerto. Ma in campo al ritorno c'è solo una squadra. Grande mattatore dell'incontro è George Best, autore di una doppietta da sogno, ma è tutta la squadra che gira a meraviglia, mentre il Benfica - due volte campione d'Europa nei primi Anni '60 e due volte finalista nel '63 e nel '65 - è solo una comparsa. In semifinale il Manchester United perderà però clamorosamente contro il Partizan Belgrado.

mercoledì 24 agosto 2016

1965 Finale: Inter-Benfica 1-0

Scambio di gagliardetti prima del via
[www.princelist.it]
Al termine di una partita noiosa e priva di verve, giocata su un campo ai limiti della praticabilità, l'Inter batte 1-0 il Benfica e sale sul tetto d'Europa per il secondo anno consecutivo. La grande forza dei nerazzurri è la difesa, un muro davvero difficile da superare. Al resto, pensano qualche guizzo degli avanti e la buona sorte, che si traduce in un gol fortunoso di Jair (“papera” del portiere Costa Pereira) e in un infortunio dello stesso portiere portoghese, che lascia la sua squadra in dieci uomini.